Il BaoBab

La Mandragola

Il BaoBab

Il BaoBab è una pianta tropicale appartenente alla famiglia delle bombacacee (Dansonia Digitata), il cui nome deriverebbe dall’Arabo “Hibab”, che significa “Frutto dai molteplici semi”. Cresce nelle Savane Boschive Africane, solitamente si erge solitario, può raggiungere i 20 metri di altezza ed il suo tronco gigantesco misura una decina di metri di diametro. Questa pianta viene chiamata dagli Africani ” Albero Magico, Albero Farmacista ed Albero della Vita”, ed i motivi sono diversi: la sua vita è lunghissima, infatti la vita media del BaoBab è di circa di 500 anni ma, pare, ve ne siano esemplari che arrivano ad avere circa 5000 anni; inoltre la sacralità di questa pianta è molto rispettata dai popoli Africani, basti pensare che solo gli anziani e i saggi possono arrampicarsi e nessun uomo ha il diritto di abbattere questa pianta. Il BaoBab viene utilizzato come rimedio per varie malattie; dai semi si ottiene olio alimentare, dalla corteccia fibre per cordami ed il suo legno è impiegato per costruzioni. Ogni parte della pianta ha un potere curativo specifico, per esempio:
Le Radici:   l’infuso di radici è utilizzato nel bagno dei bambini per rendere la pelle levigata e morbida.
La Corteccia: quando viene tagliata, dalla corteccia fuoriesce una gomma semifluida bianca che viene utilizzata per pulire piaghe ed ulcere.
I Semi: dai semi si estrae un olio ricco di acidi grassi che può essere utilizzato nell’alimentazione umana e nella cosmesi. Esso, inoltre, allevia il dolore provocato dalle scottature e rigenera i tessuti.
Le Foglie: sono ricche di Vit.C (le foglie giovani presentano importanti quantità di vit.A) , acido uronico, ramnosio ed altri zuccheri, tannini, tartaro di potassio, catechine, etc. Le foglie vengono anche impiegate per uso esterno, in virtù delle sue proprietà emollienti e lenitive, che rendono la pelle elastica e morbida.

Reishi Ganoderma Lucidum

Reishi  è il nome giapponese del frutto di un fungo basidiomicete, il Gannoderma Lucidum (mannentake), appartiene alla famiglia delle Polyporaceae. Esistono varie specie di Gannoderma, ma la più utilizzata è la varietà Lucidum, il cui frutto è di un intenso colore rosso. Il frutto è caratterizzato da un intenso sapore amaro e il grado di amarezza varia a seconda delle condizioni e del luogo di coltivazione. Reishi è, sin dai tempi antichi, conosciuto nella tradizione popolare giapponese e cinese come erba divina della longevità, in grado di aumentare lo stato generale di salute e il benessere fisico. I numerosi studi scientifici effettuati su questo fungo, lo configurano attualmente come un prezioso “nutriceutico”, e come materiale di partenza per l’ottenimento di farmaci. Reishi è impiegato per il trattamento di più di venti patologie, che vanno dall’emicrania, ipertensione, artrite, nefrite, diabete, ipercolesterolemia, allergie, a importanti problemi cardiovascolari neurodegenerativi e cancro.

Proprietà

Le numerose proprietà benefiche di Reishi sono dovute a composti organici quali amminoacidi, triterpeni, steroli, lipidi, alcaloidi, polisaccaridi, vitamine e minerali. Più precisamente contiene calcio, ferro,  fosforo, vit.C, Vit. B, vit. D, incluso l’acido pantotenico, che è essenziale per la funzione nervosa. Le principali attività farmacologiche di Reishi e le sostanze bioattive coinvolte, vengono di seguito passate in rassegna. Tuttavia, allo stato attuale, sono in corso ulteriori ricerche per convalidare i primi risultati ottenuti.

Attività adaptogena

Reishi è un adattogeno con prorprietà simili al ginseng. L’adenosina  contenuta in Reishi spiega il suo impiego nella medicina cinese per calmare la tensione nervosa. L’adenosina rilassa la muscolatura scheletrica, ha un effetto sedativo sul sistema nervoso centrale e svolge un’azione antagonista sull’attività stimolante della caffeina.

Attività antinfiammatoria  preventiva di malattie neurodegenerative e cardiovascolari.

L’estratto di Reishi è stato positivamente valutato per la sua attività antinfiammatoria, sia per somministrazione orale che topica. Il componente responsabile di questa proprietà è stato isolato e identificato come un analogo dell’indrocortisone, che non possiede però gli effetti collaterali caratteristici degli infiammatori steroidei e non steroidei. Inoltre, l’attività antinfiammatoria è importante, poiché l’infiammazione è coinvolta nello sviluppo di serie patologie neurovegetative tipiche dell’età senile, come il morbo di Alzhaimer. L’impiego di Reishi è visto nella prospettiva di mitigare gli effetti di questa malattia devastante, non solo per le proprietà antinfiammatorie ma anche per la capacità di Reishi di agire positivamente sullo stato di benessere degli individui anziani. Reishi è utile per aumentare, in questi soggetti,l’energia vitale, la facoltà di pensiero e prevenire la perdita di memoria. L’attività antinfiammatoria di Reishi è stata valutata anche nell’ambito di altre patologie che vedono lo stato antinfiammatorio concausa della loro insorgenza:  le malattie cardiovascolari.

Attività Antipertensiva

L’attività antipertensiva  è dovuta ai  112 triterpeni identificati, ad azione ACE- inibitrice. In particolare gli acidi ganoderici (B,D,F,H,K,S E W). Il ganoderale A, e il ganoderolo A e B sono responsabili dell’attività ipotensiva.

Attività Antitrombotica

La valutazione delle capacità inibitoria dell’aggregazione piatrinica dell’estratto di Reishi, ha condotto all’isolamento e identificazione degli agenti responsabili, derivati dall’adenosia e guanosia.

Attività Ipoglicemica

L’estratto di Reishi è risultato efficace nella riduzione dei livelli di glucosio nel sangue, dopo solo due mesi di trattamento. L’attività ipoglicemica è dovuta ad un aumento dei livelli di insulina nel plasma e ad un accelerato metabolismo del glucosio, sia a livello dei tessuti periferici che del fegato.

Attività Immunostimolante e Antitumorale.

I composti contenuti in Reishi sono stati classificati come potenziatori delle difese dell’ospite, poiché possiedono proprietà immuno-stimolanti. In virtù della capacità di potenziamento delle difese fisiologiche dell’ospite, questo fungo viene attualmente valutato come agente carcinostatico, su base immunomodulatoria, senza per altro possedere gli effetti collaterali indesiderati degli antitumorali tradizionali. L’effetto antitumorale è mediato dal rilascio di citochine da parte di macrofagi e linfociti T attivati. Negli ultimi anni si stanno moltiplicando gli studi sulle proprietà antitumorali di Reishi. Le indicazioni per la supplementazione del Reishi antitumorale è finalizzato a ridurre gli effetti collaterali della chemio e radio terapia; al prolungamento della sopravvivenza e al miglioramento della qualità di Vita dei pazienti; alla riduzione dei rischi di metastasi; alla prevenzione dell’incidenza e delle recidive della malattia. Queste proprietà sono dovute all’azione di varie sostanze in esso mantenute:

  1. Triterpenoidi Citotossici quali gli acidi ganoderici;
  2. Polisaccaridi ad attività antitumorale e i loro complessi proteici;
  3. Derivati del Germanio. Reishi contiene un’elevata concentrazione di Germanio, importante elemento al quale è riconosciuta l’attività antitumorale, attraverso la stimolazione dell’interferone, ed inoltre, il germanio è in grado di ridurre il dolore che accompagna gli stadi terminali della malattia cancerosa.
  4. Fibre alimentari. L’elevato numero di fibre alimentari contenute nel fungo è costituito da b-lucano, sostanze chitiniche, etero polisaccaridi, che possiedono un’attività carcinostatica, sia su base farmacologica e fisiologica, poichè sono in grado di prevenire l’assorbimento e di favorire l’eventuale aggressione di sostanze carcinogeniche.

Attività Epatoprotettiva.

Studi clinici sull’estratto secco di Reishi effettuato su pazienti affetti da epatite B, hanno evidenziato risultati incoraggianti, sostenuti anche dall’azione epatoprotettiva, antiossidante e detossificante di Reishi. L’estratto di Reishi viene correntemente somministrato nel caso di epatite croniche e nell’intossicazione da tetracloruro di carbonio.

Guaranà  Pianta della Vita

Il Guaranà (Paullinia Cupana), pianta originaria delle regioni Amazzoniche, già utilizzata dalle popolazioni Indios come alimento energetico. E’ un eccellente ricostituente naturale. Secondo la tradizione Brasiliana, questo frutto è il vero Elisir di Lungavita. Potrebbe essere anche per noi un mezzo per allungare l’esistenza e migliorare la qualità di vita minata dai veleni della civiltà, così come serve agli Indigeni dell’Amazzonia superare indenni i mille rischi di un mondo selvaggio e pieno di insidie. Consumato in piccole dosi sin dall’infanzia, assieme al latte materno, finisce per diventare parte integrante della loro alimentazione: un cibo e una medicina che mantiene gli uomini forti e resistenti fino ad età avanzata, e aiuta le donne a crescere con una pelle vellutata senza rughe e senza cellulite. Questo fenomeno merita dunque una maggiore considerazione da parte di una civiltà come la nostra, farmaco-dipendente da sempre, e di farmaci sintetici nutrita e, solo da poco, aperta alla considerazione di antichi medicamenti. I suoi principali componenti sono: caffeina, teofillina, xantina, adenina, tannini, resine e saponine. La caffeina,  contenuta nella pianta in elevate quantità, ma rilasciata molto lentamente e quindi non dannosa, dona alla pianta proprietà eccitanti, stimolanti e toniche; tali effetti favoriscono la produzione di un importante ormone, l’adrenalina, ed in tal senso il Guaranà viene utilizzato per intervenire in situazioni quali stress, astenia, affaticamento. Inoltre, la pianta esercita benefici effetti anche sulla circolazione periferica, stimolando la muscolatura del cuore, sull’intestino grazie ai suoi poteri astringenti e sulle funzioni cognitive, stimolando memoria e concentrazione. Particolare attenzione deve essere posta nei riguardi dei bambini e dei diabetici; il suo consumo è tassativamente vietato, ai primi, poiché a forti proprietà stimolanti, ai secondi, per il quantitativo di glucosio da esso rilasciato. Dei benefici forniti dal Guaranà, fanno già testo i primi rapporti del padre  gesuita Joao Bertendorf e, successivamente, gli studi del Brasiliano Louis Pereira Barreto, il primo ad aver effettuato ricerche scientifiche sull’argomento. Entusiastiche le conclusioni della dottoressa Rumena Aslan, geriatra di fama mondiale e scopritrice del GerovitalH3 che, nel corso di un viaggio di studio in Brasile, definì il Guaranà “una delle più poderose ed efficaci fonti di giovinezza”. Gi effetti tonici del Guaranà sul fisico e sulla psiche, oggi scientificamente documentati, sono molto numerosi: attraverso l’inibizione di un enzima, la manoamutossidasi, concorre alla risoluzione degli stati di cronica depressione, con risultati tanto efficaci,  in quanto non si accompagnano a stati di eccitazione. Un’azione antinvecchiamento preventiva delle alterazioni cardiovascolari è invece legata alla capacità del guaranà di spingere la produzione endogena di colesterolo HDL nel fegato: l’effetto antiarteriosclerotico che ne consegue, giustificherebbe la fama di “Elisir di Lungavita” che già nei secoli scorsi correva tra gli Indios Brasiliani. Numerosi sono ancora i suoi effetti benefici: ha una blanda azione diuretica in casi di ritenzione idrica; un’azione antinfiammatoria intestinale; un’azione regolatrice della motilità intestinale; è utile sia in caso di stipsi che di diarrea; svolge un’azione antifermentativa e antiputrefattiva; calmante in caso di nevralgie ed emicranie. Questi elencati sono solo alcuni dei più importanti effetti ma l’elenco è molto più nutrito. Vale la pena di aggiungere che, il Guaranà viene sfruttato nel corso delle cure dimagranti perché riduce la sensazione di fame ed ha, come già citato, un’azione tonica sul fisico e sulla psiche. E’ utilizzato pure per alleviare le fatiche mentali degli studenti in periodi impegnativi. L’azione più importante è la capacitò di innalzare in ogni caso il centro psichico e la resistenza dell’organismo alla fatica. I dosaggi consigliati sono circa 2gr.  giornalieri per il ciclo tonificante, o di 1 gr. giornaliero con altri integratori alimentari, per combattere i sintomi di invecchiamento. Secondo gli studioso che hanno ricercato il meccanismo d’azione, gli effetti del Guaranà sull’organismo, sono legati a numerosi principi attivi (aci.guaranà-tannico.  Es. pinguarana, alii fissi, sopanina), ma anche al tasso di caffeina presente nella quantità del 4,28%. Malgrado la percentuale così elevata di caffeina, il consumo di Guaranà non produce fenomeni di eccitazione, agitazione nervosa o insonnia, in quanto l’alcaloide caffeinico viene ceduto molto lentamente e lentamente assorbito dall’organismo e, diversamente da quanto accade con il caffè, la caffeina non raggiunge mai alte concentrazioni nel sangue circolante. Il Guaranà, inoltre, non contiene sostanze eccitanti supplementari, come il Furfural  presente nel caffè.

Il Cacao

L’albero del cacao  (Theobroma cacao) è una pianta tropicale originaria dell’Amazzonia, dalle foglie lisce e brillanti ed i fiori di un bianco rosato. Il frutto, dal guscio duro si chiama cabosse ed è una bacca di forma ovale ed il colore variabile (dal giallo, al rosso, al marrone) al cui interno si trova una polpa bianca mucillagginosa che tiene insieme dai 25 ai 40 semi, disposti a raggera. Il cacao amaro proviene dalla Repubblica Domenicana, isola dal clima molto favorevole che permette ai produttori di coltivare un cacao di ottima qualità. Sono loro a gestire direttamente tutte le fasi della lavorazione, inclusi gli impianti di fermentazione. Dai semi di cacao si ricavano tre ingredienti principali: la polvere, il burro e gli estratti. I semi sono prima posti a fermentare e vengono essiccati, intanto, la polpa che li circonda, viene rimossa. I semi (ora denominati cacao grezzo) vengono tostati a 100/150° a seconda del prodotto finale che si vuole ottenere. Viene rimosso anche il tegumento e l’ipocotile. I cotiledoni rimasti contengono circa il 55% di burro di cacao che è una massa dall’aspetto di polvere bianca o di liquido detto cioccolato liquido, dal quale vengono rimosse quantità variabili di burro di cacao tramite pressione, con pressione idraulica o tramite solventi. La “torta” di cacao che rimane sul filtro viene raffreddata e ridotta in polvere fine, questa è la polvere di cacao che contiene ancora un 22% di grassi. Attualmente la polvere di cacao viene prodotta con il metodo olandese o processo alcalino, che le conferisce una maggiore solubilità, un colore migliore e un sapore superiore. Gli estratti sono preparati con estrazione idroalcolica dai semi tostati; da questi ultimi si ottiene un olio essenziale per distillazione con corrente di vapore. La delizia del cocco si scontra con l’alto contenuto calorico di questo prodotto: 100 gr forniscono infatti circa 500 kcl. Ciò gli permette di essere un alimento altamente energetico che favorisce la concentrazione, l’attività fisica e attenua la fatica mentale. Il cacao viene definito”alimento nervino” cioè ad azione stimolante, per la presenza di alcaloidi (teobromina in particolare, e caffeina). I principi attivi del cacao sono: tannini, lipidi, glucidi, proteine, polifenoli, alcaloidi purinici, teobromina, caffeina, adenina, guanina, gliceridi insaturi, gliceridi polinsaturi. L’attività della teobromina, contenuta nel cacao, è simile a quella della caffeina, ma molto più debole, mentre è più forte la stimolazione cardiaca che dilata le coronarie e rilassa la muscolatura liscia. Inoltre, il burro di cacao è comedogenico (favorisce la formazione dei punti neri sulla pelle) ma pare che sia fonte di antiossidanti liposolubili. Il suo impiego nella fitoterapia, combinato con altre droghe, è rimedio per infezioni intestinali e diarrea, tosse e congestione polmonare. Sembra, inoltre, che riesca a regolare le funzioni delle ghiandole endocrine, specialmente della tiroide. Il cacao va usato con moderazione da bambini, gottosi, uricemici, artritici, obesi, ossalurici. Controindicato nell’ernia iatale, in quanto la teobromina riduce la pressione dello sfintere esofageo.

Il Cocco

La palma da Cocco,  originaria dell’Asia, produce la noce di cocco, frutto dalle grandi qualità, fin dalle epoche più remote. Nella Medicina Tradizionale Indiana e Nepalese, la corteccia del tronco del Cocco, bruciata, veniva utilizzata come antisettico. I fiori hanno proprietà astringenti e il loro succo viene prescritto nella gonorrea. La radice viene usata come diuretico, nei disturbi epatici, nella dissenteria e, sempre in India, le donne usano massaggiarsi con l’olio di cocco per ottenere una pelle soffice ed è anche usato come impacco sui capelli, per mantenerli neri e vellutati.  Ogni palma produce dalle 5 alle 10 noci, ognuna delle quali arriva a pesare fino a 2 kg. La noce di cocco è ricca di potassio, proteine e carboidrati; è molto nutriente; un etto fornisce ben 360 Kilocalorie, dovute alla notevole quantità di lipidi in essa contenuti. La ricchezza energetica di questo frutto ha permesso, durante la seconda guerra mondiale, che il suo latte, ad alto livello di zucchero, di sali minerali e vitamine, dopo un particolare trattamento, venisse iniettato direttamente nelle vene del malato. Ai tropici il cocco è considerato “Re dei Vegetali” sia perché si utilizza tutto, ma anche perché per le popolazioni di questa area del mondo, è l’unica fonte di grassi e proteine. In India il ruolo indiscusso di questo frutto lo porta ad essere usato anche come strumento musicale… le Marakas indiane non potevano essere altro che noci di cocco avvolte in un reticolo di perline colorate inserite in una maglia metallica, che producono un suono acuto e molto intenso e vengono usate nelle cerimonie importanti.

Perché fa bene alla salute

Perché è ricco di potassio ed è molto nutriente. La “Noce di Cocco” contiene un liquido zuccherino ed è un’ottima bevande rinfrescante e vitaminica. Il succo ottenuto, prima e durante la fioritura, è impiegato per produrre il vino di Palma e un suo distillato: l’arrak. La parte liquida del frutto, il latte di cocco, una volta giunta a maturazione assume una consistenza carnosa; quando viene essiccata diventa la copra, contenente circa 63/70% di olio, il quale è anche utilizzato come condimento in cucina. L’olio di cocco (burro di cocco) oltre a entrare nella composizione di alcuni prodotti farmaceutici (supposte), opportunamente lavorato, entra nella produzione delle margarine. In India, il cocco viene usato per preparare una mostarda: si fa cuocere il cocco in aceto con zucchero e spezie; gli indiani usano anche il suo latte per comporre l’impasto di un dolce chiamato halva. I germogli della palma da cocco chiamati “palmiti” sono utilizzati nell’alimentazione.

 L’Aloe Vera 100%

L’Aloe Vera  100% è un prodotto completamente naturale. Natural  Power lo produce con un metodo scientifico atto a mantenere attivi tutti gli elementi che lo compongono. La provenienza dell’Aloe Vera è la Spagna dove nasce spontanea con un micro clima esotico tipico della provenienza di questa specie tropicale. Le varie specie di  Aloe, piante delle Liliacee con fusto molto corto, che ricordano la Jucca, sono conosciute da secoli per le loro proprietà medicamentose. Ne esistono più di 300 ma, le più usate sono: l’Aloe Vera, l’Aloe Barbandensis, l’Aloe Perry e l’Aloe Ferrox. Da esse si estraggono sostanze che trovano impiego nella preparazione di cosmetici, saponi, lozioni, tonici, shampoo, creme abbronzanti considerati ottimo idratanti per la pelle. Non sono una panacea, come molti potrebbero pensare, ma hanno effettivamente molte proprietà terapeutiche; il succo di Aloe Vera, per esempio, allevia alcune infezioni cutanee come la dermatite  da radiazione, può favorire la rimarginazione delle ulcere varicose e accelerare (lo dimostrano i numerosi studi condotti) la cicatrizzazione delle ferite, delle bruciature, dei foruncoli e la guarigione dei geloni e perfino potenzialmente utile nella cura contro l’AIDS. La particolarità di questo prodotto è quella di distinguers, sia nella sua composizione  che nella lavorazione, per poter garantire tutti  i veri principi attivi che questa pianta contiene, vengono rispettate delle regole in fase di coltivazione, raccolta, conservazione e preparazione, altrimenti essi verrebbero  annullati e renderebbero il prodotto inefficace. 

Potente Disintossicante
(Particolarmente indicato dopo lunghe cure farmacologiche e chemioterapiche)

Riattiva il Sistema Immunitario (stimolando la nascita di nuove cellule sane)

Migliora il Metabolismo (perché contiene molti enzimi biologicamente molto potenti che possono neutralizzare le tossine emesse durante la digestione)

Favorisce la Eliminazione delle Cellule e la loro costante rigenerazione. Può avere proprietà lassative (in casi di costipazione prolungata perché contiene fermenti)

Potrebbe Avere Effetto Cicatrizzante  (nei casi di piccole ulcere gastriche)

Può dare un effetto decongestionante nei gonfiori: addominali, problemi gastrici, delle gambe e delle estremità del corpo dovuti alla cattiva circolazione

Coadiuvante nel trattamento sintomatico dei calcoli biliari e renali. Può essere utile come azione rinfrescante nella gola e nel tratto digestivo quali:  ulcere, ernia, sindrome dell’irritabilità, diverticolite, problemi del colon, è eccellente contro acidità e bruciori di stomaco e contro la flatulenza

Consigliabile durante i programmi per il controllo del peso

Raccolta

Le foglie di Aloe vengono raccolte dopo la pioggia o dopo una settimana dall’innaffiatura, solo le foglie esterne della pianta, la cui vita superi i 4 anni

Preparazione

Non viene usata nessun tipo di lavorazione chimica di estrazione. La lavorazione artigianale delle foglie viene eseguita a mano. Dopo la pulizia e l’eliminazione delle spine laterali e di una parte di buccia, la linfa e il gel vengono centrifugati e filtrati per poi aggiungerli agli ulteriori elementi che compongono la formula Aloe Vera 100% rendendola unica ed inimitabile.

 

Nessun commento

Aggiungi il tuo commento